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Con il sostegno degli organismi internazionali

Con il sostegno degli organismi internazionali

Alla luce dei suoi benefici, l’educazione differenziata è stata appoggiata da diversi trattati internazionali di riferimento in materia di istruzione e dalla legislazione specifica di diversi paesi dell’OCSE.

UNESCO

L’UNESCO stabilisce che non è discriminatorio “creare o mantenere sistemi o istituti educativi separati per gli alunni di sesso maschile e per quelle di sesso femminile” (Art. 2 della Convenzione contro la discriminazione nel settore dell’istruzione, 14 dicembre 1960, ratificata nel 1999 dal Comitato sui diritti economici, sociali e culturali dell’ONU).

ONU

L’articolo 2 in precedenza esposto fu ratificato dal Comitato sui diritti economici, sociali e culturali dell’ONU nel 1999.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Articolo 26, 3: “I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.”

· La Direttiva 2004/113/CE del Consiglio dell’Unione Europea del dicembre 2004 sul Principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura, esclude dal proprio ambito di applicazione i mezzi di comunicazione, la pubblicità e l’istruzione pubblica o privata (considerando 13 e articolo 3.3).

 

Approvata da paesi dell’Unione Europea

· La Direttiva 2004/113/CE del Consiglio dell’Unione Europea del dicembre 2004 sul Principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura, esclude dal proprio ambito di applicazione i mezzi di comunicazione, la pubblicità e l’istruzione pubblica o privata (considerando 13 e articolo 3.3).

 

In linea con i diritti fondamentali dell’Unione Europea

· La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (art. 14.3) riconosce la libertà di creazione di centri educativi e il diritto delle famiglie di educare i figli secondo le proprie convinzioni pedagogiche.

Sostenuta dalle legislazioni educative della maggior parte dei paesi europei

· Paesi come Francia, Italia, Germania e Belgio applicano questa Direttiva, ratificando così la legittimità dell’educazione differenziata.

La Francia approvò nel mese di agosto 2012 la Legge n. 2012-954 secondo cui diverse disposizioni del Diritto comunitario si trasferiscono nell’ambito della lotta contro la discriminazione, e stabilisce la validità dell’educazione differenziata come modello pedagogico, negando così che sia discriminatoria. 

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